giovedì 21 dicembre 2006
Il mio regalo di Natale
I miei non mi hanno fatto mai credere all’esistenza di Babbo Natale.
A mia madre Babbo Natale non piaceva.
Sosteneva che fosse una figura anti-democratica ed diseducativa: perché il bambino ricco e stronzo avrebbe senza dubbio ricevuto un regalo più bello di quello povero ed obbediente… E allora come sarebbe stato possibile spiegare questa discrepanza al piccolo deluso proletario?
E dire che mia madre non può essere certamente definita comunista. Anzi. Si è sempre dichiarata “anarchica di base”.
Ossia:
“Di base” sarebbe stata anarchica, ma siccome la maggior parte della gente, secondo lei, è egoista e prevaricatrice, oltre che cattiva – da che si evince che mia madre stima l’umanità intera - ritiene che l’unico modo davvero funzionale per regolare una società sia un governo di tipo autoritario, anzi, dittatoriale.
Insomma Stalin e Pinochet le fanno un baffo.
Comunque, nonostante io non credessi né a Babbo Natale, né alla Befana, tutti gli anni in casa nostra si consumava il seguente rito:
Sono come suono
Quando arrivo, io, si sente.
Non è carisma.
Non è fascino.
Non è bellezza o qualcosa di speciale che si diffonde nell-aria al mio passaggio.
Sono tacchi.
Non ne sono certa, perchè si sono estinti, ma credo che un mammut avrebbe fatto senz'altro meno casino camminando.
La mattina andando a lavoro, i miei colleghi avvertono la mia presenza fin dal piano terra. Annuiscono fra di loro come a confermare "E' lei, è lei..."
Il massimo della femminilità.
Cloppete cloppete cloppete...
lunedì 18 dicembre 2006
Caro Babbo Natale
Caro Babbo Natale,
quest'anno sono stata una brava bambina.
Sono andata sempre a lavorare almeno 8 ore al giorno (ma in media molte di più) anche se sono a partita iva e non mi spetterebbe quindi di fare orario da impiegata.
Non ho maledetto nessuno anche se non so, nonostante lavori da 9 anni, che cosa siano 13esima e contributi.
E nonostante ciò comprerò un regalo a tutti senza riciclarne nessuno.
Ho evitato di mandare a cagare gente molto poco simpatica nei miei confronti.
Sono salita sugli autobus, che sono sempre in ritardo, senza protestare troppo e non ho riempito di parolacce chi mi tagliava la strada.
Ho limitato il mio rodimento nel pensare che questo sarebbe stato il primo anno in cui avrei preparato IO il cenone di natale, sotto uno splendido albero addobbato con cura, amore e dedizione... e invece mi ritrovo di nuovo a casa di mia madre con lei e mio fratello che se vedono una statuina del presepe vomitano a spruzzo come la protagonista de "L'Esorcista".
Insomma credo proprio di meritare il regalo che sto per chiederti...
Puoi spedire nella quarta dimensione i pubblicitari che hanno realizzato la nuova campagna pubblicitaria del "Parmigiano Reggiano"?
Pa-pa-pa-pa-parmigiano re re-re-re-re-re-regggggiano Pa...
Ho un collega che gira per i corridoi cantando così a scadenza fissa ogni 47 minuti netti.
Io ho intanto iniziato un boicottaggio a base di percorino romano.
Grazie
giovedì 14 dicembre 2006
I segni della vecchiaia incombente - Part 3
I NONNI
Parlo per esperienza personale.
Quando in una famiglia italiana, fino agli anni '70 almeno, nasceva una femminuccia si cominciava a sentire un rumore caratteristico, lieve, ritmico, ipnotico… Tic, tic… Tic, tic... Era la nonna che sferruzzava per realizzare lo splendido corredo fatto a mano che un giorno la sua nipotina, così come era stato per lei, avrebbe portato con sé nel suo nido d’amore, nel suo letto di sposa illibata.
I nonni ti insegnano le preghiere ed il rispetto per la fede.
I nonni ti insegnano a mangiare sano e a cucinare.
I nonni ti parlano dell’amore come di una cosa sacra.
Ma soprattutto la nonna, passati i tuoi 22-23 anni (quando è ormai troppo tardi quindi), ostentando una modernità che proprio non le si addice, si preoccupa di darti dei rudimenti di educazione sessuale: “Ma certo, io capisco le effusioni, le tenerezze. Eh, eh! Sono stata giovane anche io, ci mancherebbe! Però c’è bacio e bacio! Se agli uomini gli dai tutto, che resta? Eh, non ti si sposano più. E poi che schifo!” – qui la modernità decade pericolosamente – “E comunque non ci andare con gli uomini che c’è l’aiddese (trad: aids)!”
mercoledì 13 dicembre 2006
I segni della vecchiaia incombente - part 2
I segni dell’imminente catastrofe non emergono (ahimè) soltanto nel confronto col “gruppo dei pari”.
Vi sono altri pericolosissimi ambiti in cui le differenze tra il “prima” e il “dopo” (la cura) vengono a galla e rapiscono i vostri sensi con la stessa delicatezza di una pedata nel deretano…
Uno di questi è proprio quello che dovrebbe essere un rifugio, una culla, il luogo sicuro a cui far ritorno, il posto dove cercare conforto, il focolare…
…o come amiamo definirlo la famiglia, da secoli fonte di innumerevoli disgrazie quali i cenoni di natale, i fratelli minori, le nonne rompiballe e i genitori apprensivi.
Partendo da quelli che la scrittrice Amelie Nothombe ama definire “gli autori dei miei giorni” passando per tutta una serie di zie, nonni, cugini, tutti, ma proprio tutti, cominceranno a cambiare atteggiamento nei vostri confronti.
Ne so qualcosa io che, avendo un padre del sud, mi ritrovo con una numerosa e sconosciuta scia di parenti. Ogni volta che “scendo” mi ritrovo qualche zio/a in più (mai visto prima, peraltro) che esordisce commosso nel vedermi con la solita esclamazione: “Miiiii, a figghia di Ciccio sei”.
E aggiungo un posto a tavola, che c’è un parente in più.
Ma andiamo con ordine.
LA MAMMA...
E' sempre la mamma? E' tutto da dimostrare...
lunedì 11 dicembre 2006
Soprammobili
Si dice in giro che ci siano più scrittori che lettori.
Non fatico a crederlo dopo aver saggiato la mole di carta esposta alla fiera della piccola e media editoria tenutasi a Roma durante questo fine settimana.
Non so però, se questo sia un valido motivo per truffare il prossimo.
Anche se quando i proventi della truffa vanno alla cultura, be'... io ci vado in brodo di giuggiole.
La truffa alla quale mi riferisco, se di truffa si può parlare (si fa per ridere eh? si scherza!), è quella perpetrata ai danni dei lettori occasionali dei quotidiani. Ossia, quelli che comprano il giornale attirati dal "volume" in regalo. Prestigioso volume che, pensate un po'...? E' destinato ad essere abbinato ad altri 247 successivi... e, stupite gente, tutti in tinta!
Pensate che figurone che farà sui ripiani della vostra costosa libreria Luigi XX...
No aspetta a XX non c'è arrivato... Era XVII?
Vabbe' comunque tranquilli, il venditore vi ha assicurato che vale una fortuna prima di fuggire alle Bahamas con i vostri soldi...
I numeri uno di questi libri vanno a ruba.
Dei successivi, invece, non se ne sa nulla.
C'è poi una nuova mania ossessivo compulsiva, non ancora classificata dagli psichiatri, associata a questi nuovi oggetti di culto: la nevrosi da PRIMO NUMERO!
lunedì 4 dicembre 2006
I segni della vecchiaia incombente - part 1
Galleggiando attorno alla boa dei trenta ti accorgi di stare invecchiando da vari piccoli segni. Sono piccoli segni, ripeto, non è che il sole si faccia nero o arrivino i cavalieri dell'apocalisse accompagnati da squilli di trombe... Quindi tu puoi pure fare la gnorri e continuare la tua vita come niente fosse.
Puoi ignorare i segni che ti vengono inviati e far finta che non stia succedendo niente.
A tuo rischio e pericolo, perchè tanto i segni ci sono e sono pure belli chiari.
La pratica dell'acchiappo è una di quelle in cui si palesano i primi sintomi dell'invecchiamento.
Rivelazione nr1
Il soggetto appena conosciuto sembra carino e simpatico.
Di certo non è un membro dell'Accademia della Crusca, ma voi siete comunque interessate a portare avanti una pseudo-conversazione in un locale dove la musica non permette frasi di più di 6 parole. Il che vi lascerà col dubbio e la speranza che il soggetto puntato possa essere capace di parlare, almeno, in italiano.
Ma arriva il momento fatidico.
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