Visualizzazione post con etichetta guida di sopravvivenza per trentenni. Mostra tutti i post
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martedì 10 gennaio 2012
lunedì 9 gennaio 2012
venerdì 6 gennaio 2012
giovedì 5 gennaio 2012
martedì 18 ottobre 2011
Accattatevillo
Ecco. Vi dicevo appunto di quei pazzi della Miraggi Edizioni che si sono entusiasmati a tal punto da pubblicarmi.
"LA BALLATA DEI PRECARI - GUIDA DI SOPRAVVIVENZA PER TRENTENNI"
Per chi non può più vivere senza!
(averci i soldi vi pagherei lo psicologo, giuro!).
http://www.miraggiedizioni.it/home/index.php?option=com_content&view=article&id=115

giovedì 3 aprile 2008
Saudade pubblicitaria
Il mio momento di assoluto relax e svuotamento di cervello è la sera tra le ore 19.30 e le 20.30.
Il tutto coadiuvato - vergogna! vergogna! - dalla tv.
Perché a quell'ora Italia uno passa Futurama e i Simpson.
Non avevo fatto caso però che Futurama è sponsorizzato dalle cucine Berloni.
"Pfui" ho pensato "Certo che ogni tanto questi pubblicitari fanno certi buchi nell'acqua...
No dico: chi è che acquista una cucina? Una donna che si sta per sposare, soprattutto.
Una che sta mettendo su casa.
Ti pare adesso questo un programma adatto ad una così?
Ti pare che una che ha l'età per mettere su casa guarda Futurama?
Una che c'avrà...
diciamo...
più o meno...
TRENT'ANNI?"
......................................................................................................
(silenzio preoccupante)....................................................................
......................................................................................................
Il tutto coadiuvato - vergogna! vergogna! - dalla tv.
Perché a quell'ora Italia uno passa Futurama e i Simpson.
Non avevo fatto caso però che Futurama è sponsorizzato dalle cucine Berloni.
"Pfui" ho pensato "Certo che ogni tanto questi pubblicitari fanno certi buchi nell'acqua...
No dico: chi è che acquista una cucina? Una donna che si sta per sposare, soprattutto.
Una che sta mettendo su casa.
Ti pare adesso questo un programma adatto ad una così?
Ti pare che una che ha l'età per mettere su casa guarda Futurama?
Una che c'avrà...
diciamo...
più o meno...
TRENT'ANNI?"
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(silenzio preoccupante)....................................................................
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martedì 11 settembre 2007
A casa da mammà (il ritorno della guida di sopravvivenza pre trentenni...)
Ma come si dice: mal comune...
A 28 anni mi sono trovata a dover far rientrare un appartamento di 65 metri quadri in una stanza di 16. Dopo una convivenza finita, ho dovuto fare i conti con la mancanza cronica di spazio.
I cassetti esplodono, la scrivania straripa e mi sto sfasciando le rotule a forza di fare pressione sulle ante per chiudere l’armadio.
Appunti universitari, documenti, fogliacci della banca (latori di funeere notizie), carte di lavoro.
Accanto alle mie mutande, nel guardaroba, c’è l’intero assortimento di un punto vendita Buffetti di medie dimensioni.
La vita del trentenne a casa dei genitori si può definire in una sola parola: compressa.
La mia vita al momento è compressa (oltre che complessa).
A 28 anni mi sono trovata a dover far rientrare un appartamento di 65 metri quadri in una stanza di 16. Dopo una convivenza finita, ho dovuto fare i conti con la mancanza cronica di spazio.
I cassetti esplodono, la scrivania straripa e mi sto sfasciando le rotule a forza di fare pressione sulle ante per chiudere l’armadio.
Appunti universitari, documenti, fogliacci della banca (latori di funeere notizie), carte di lavoro.
Accanto alle mie mutande, nel guardaroba, c’è l’intero assortimento di un punto vendita Buffetti di medie dimensioni.
La vita del trentenne a casa dei genitori si può definire in una sola parola: compressa.
La mia vita al momento è compressa (oltre che complessa).
sabato 11 agosto 2007
A casa da mammà (il ritorno della guida di sopravvivenza per trentenni)
E' da un po', notavo, che non mi cimento più nel fornire ai nati negli anni 70, miei compagni di sventura, pagine della guida di sopravvivenza per trentenni.
Voglio dire... Non è che serva a nulla, lo so.
Ma come si dice: mal comune...
A 28 anni mi sono trovata a dover far rientrare un appartamento di 65 metri quadri in una stanza di 16. Dopo una convivenza finita, ho dovuto fare i conti con la mancanza cronica di spazio.
I cassetti esplodono, la scrivania straripa e mi sto sfasciando le rotule a forza di fare pressione sulle ante per chiudere l’armadio.
Appunti universitari, documenti, fogliacci della banca (latori di funeere notizie), carte di lavoro.
Accanto alle mie mutande, nel guardaroba, c’è l’intero assortimento di un punto vendita Buffetti di medie dimensioni.
Voglio dire... Non è che serva a nulla, lo so.
Ma come si dice: mal comune...
A 28 anni mi sono trovata a dover far rientrare un appartamento di 65 metri quadri in una stanza di 16. Dopo una convivenza finita, ho dovuto fare i conti con la mancanza cronica di spazio.
I cassetti esplodono, la scrivania straripa e mi sto sfasciando le rotule a forza di fare pressione sulle ante per chiudere l’armadio.
Appunti universitari, documenti, fogliacci della banca (latori di funeere notizie), carte di lavoro.
Accanto alle mie mutande, nel guardaroba, c’è l’intero assortimento di un punto vendita Buffetti di medie dimensioni.
venerdì 13 aprile 2007
Da consumarsi preferibilmente entro il...
"Quando scadi?"
Il quesito esistenziale del precario è "Quando scadi?".
Da dove veniamo?
Dove andiamo?
Chi ha creato l'universo?....
Passano abbondantemente in secondo piano di fronte a "Tu, quando scadi?", o a "Ma ti rinnovano?", domande che confluiscono inevitabilmte in "Che me magno il mese prossimo?".
Almost, quando scadi? Scado mercoledì 18 aprile.
Almost, ti rinnovano? Parrebbe proprio di sì, di qui a un mese dovrei essere di nuovo operativa.
Ecco il perché di questa settimana di latitanza dal mio blog.
Mi sto preparando a lasciare la mia scrivania ed i miei ingrati compiti ad una collega che vincerà la lotteria "Surplus di lavoro da scadenza del collega".
L'unica lotteria in cui, prima o poi, vincono tutti.
martedì 20 marzo 2007
Caro amico ti scrivo
Ha passato i sessant'anni. Ha cominciato a lavorare che erano ancora gli anni '60. Di buona famiglia e, quindi, anche laureato in una buona univerisità.
Un buon impiego in una grande azienda, trovato subito grazie al boom economico. E anche grazie a qualche amico.
Una bella carriera. Senza in fondo faticare troppo. Senza farsi mancare nulla. Ferie, malattie, permessi retribuiti e abbondanti. Benefits di vario genere e natura.
Una moglie. tre figli. Degli affetti opachi, ma che sotto il sole, sotto gli occhi della gente, acquistano colori vividi.
I capelli bianco nylon, con una compostissima riga di lato. Il tempo li ha risparmiati quasi tutti..
La messa la domenica, non sempre. Il club con gli altri dirigenti in pensione, quasi tutti i pomeriggi. E talvolta, il ricordo di una segretaria allegra.
Qualche tradimento. Qualche scheletro nell'armadio. La sensazione di avercela fatta, forse - dubbio sporadico - in barba a qualcun altro... Già.
E' così che immagino il tizio a cui sto pagando la pensione...
lunedì 5 febbraio 2007
Torquemada spa
Naturalmente con la fine dello stage non termina l’espiazione della vostre colpe.
Come ai tempi dell’inquisizione, vengono praticati vari tipi di tortura al fine di far confessare al malcapitato “Sì, mi va bene essere precario!”
Simpatico siparietto
Personaggi e interpreti:
Lavoratore precario affetto da allucinazioni di tipo mistico
San Giuseppe – protettore dei lavoratori
Precario: Oh, Santo Giuseppe dimmi tu… che peccato ho commesso per meritare questo lavoro di cui subisco i difetti e non godo i pregi?
San Giuseppe: Eh figliolo mio, avete votato chi vi prometteva la pensione a 40 anni? E ora queste pensioni qualcuno l’ha dda pagà. E scusa ragazzio mio ma lo sai che nun è cattiveria… o prima o dopo gli errori si pagano.
Precario: Ho capito San Giuseppe mio, ma io che ho votato se all’epoca facevo la seconda elementare…
San Giuseppe: E allora tesoro mio, ve siete magnati tutto di corsa com’è arrivato il benessere? Ve siete fatti 3 televisori, lavatrice e lavastoviglie? Mo’ tocca un po’ tirà la cinghia?
Precario: Santo mio bello protettore, quello che dici sarà pure giusto. Ma io il massimo che me so comprato è uno stereo usato più de questo…
giovedì 1 febbraio 2007
Sportello strage
Siccome che Almoste è 'na perzoncina de parola ha scritto nel poste de prima "tu bi continued" e infatti continua...
(Messaggio di servizio: intanto, date le numerose adesioni raccolte scopo cortometraggio, Almost e Arashi stanno per partorire qualche idea malata. Speriamo che il loro poco tempo libero glielo impedisca. Se qualcuno di voi però è interessato non cessi di manifestarlo. Specie se ce capisce qualcosa di cortometraggi...)
STAGE ARREDAMENTO UFFICI
Sei uno stagista e ti aggiri per l’ufficio chiedendoti da settimane come sei finito qui? Bene (bene?). Lo stage arredamento uffici è proprio la disgrazia che ti è capitata.
Ricordi che prima di varcare la soglia di questo posto tutti i giorni, qualcuno ti aveva fatto fare un regolare colloquio dove una signora molto formale e seria aveva valutato con attenzione e freddezza il tuo curriculum?
Ora sei in balia degli eventi: non hai una scrivania, non hai un compito bene preciso, e solo il 10% del personale conosce il tuo nome.
Ecco perché lo chiamo stage arredamento: esisti solo in virtù del fatto che occupi metri quadri e quindi hai la stessa funzione dell’arredo, più o meno.
Ma tra te e un comò dell’Ikea hanno scelto te perché almeno non ti dovevano assemblare…
lunedì 29 gennaio 2007
Almost stagista
Ho un sogno che mi tormenta da anni. Fellini tramutava in film i sogni che faceva. Siccome io non sono megalomane e penso in piccolo del mio sogno volevo fare un cortometraggio. Magari uno sputazzo di spot.
Da quando ho assistito alla nascita del sito "Sportello Stage", la prima cosa che si è insinuata fra me e la visione di cotanta scritta è stata una enorme “lettera scarlatta”. No, non la A di adultera come nel romanzo. Ma la “R”.
E così ho pensato “Prima o poi scriverò un corto dal titolo Sportello StRage”.
Una cosa molto pulp.
Tipo “un giorno di ordinaria follia” con Michael Douglas. (Si vede che ho appena finito di leggere Bukowski, eh?)
Immagino questo tizio che fa il giro delle agenzie di collocamento dove gli propongono solo stage, stage, stage o un impiego malamente retribuito in un call center. Alla fine il soggetto, divenuto sociopatico e schizoide, fa fuori mezza Adecco con un fucile a canne mozze. (sì, mi piacciono le commedie rosa…)
Ora: un corto non lo potrò fare e allora ripiegherò sul mio blog... (se qualcuno vuole farne un corto invece mi contattasse che me la cavicchio a scrivere sceneggiature... vota antonio vota antonio vota antonio... )
Dello stage esistono diverse varianti, come dell’aviaria.
Tra l’altro… di base sarebbe anche "sano". Ma, ahimé, si è scisso in varianti patologiche a volte poco curabili.
E’ come per i vaccini.
lunedì 22 gennaio 2007
Mutuo dolce mutuo
Se gli amici fanno domande è cortesia rispondere, o no?
L'altro giorno ero sul blog di cannocchiale a moneta, il quale si poneva i seguenti questiti esistenziali:
"- ma come fa una coppia di giovani a comprarsi una merda di casa in questa città (Roma)?
- ma come fanno tutti i precari, lavoratori a progetto ecc. ad avere una prospettiva di vita in questa città?
- ma dove sta andando la nostra merdosa di società?"
Spero che molti di voi si siano sintonizzati ieri sera su raiuno per vedere lo speciale del tg1 dedicato a chi vive con 1000 euro al mese. Triste e realista.
A meno che tu non abbia avuto due genitori ricchi o parsimoniosi che ti hanno comprato casa.
A meno che tu non abbia vecchi parenti di cui sei l'erede universale.
A meno che tu non abbia deciso di prostituirti o di far fuori il vecchio nonno proprietario di unacameraecucinaconbalcone.
Questo post è per te, caro amico Almost30...
Come fa un coppia?
Questo è quello che ho risposto a cannocchiale sul suo blog:
mercoledì 10 gennaio 2007
La matematica è un'opinione
Perché in un paese dove:
La stabilità lavorativa arriva a 38 anni in media (fonte Repubblica);
Il matrimonio arriva in media a quasi 31 anni per le donne e 34 per gli uomini;
Il primo figlio si fa passati (spesso da un pezzo) i 30anni;
Per raggiungere un eccellente livello di formazione si fanno tanti di quei corsi, che quando si è finito si è pronti a spegnere 30 candeline;
l'acquisto di una casa resta un'utopia spesso anche dopo i 35
L'età media della classe dirigente, degli uomini di potere è di circa 60 anni...
Per fare un colloquio di lavoro viene richiesta ETA' MAX 25 ANNI???
Una volta ci si calava l'età per rendersi più affascinanti.
Adesso dovremo ricorrere alla contraffazione dei documenti per trovare lavoro...
giovedì 14 dicembre 2006
I segni della vecchiaia incombente - Part 3
I NONNI
Parlo per esperienza personale.
Quando in una famiglia italiana, fino agli anni '70 almeno, nasceva una femminuccia si cominciava a sentire un rumore caratteristico, lieve, ritmico, ipnotico… Tic, tic… Tic, tic... Era la nonna che sferruzzava per realizzare lo splendido corredo fatto a mano che un giorno la sua nipotina, così come era stato per lei, avrebbe portato con sé nel suo nido d’amore, nel suo letto di sposa illibata.
I nonni ti insegnano le preghiere ed il rispetto per la fede.
I nonni ti insegnano a mangiare sano e a cucinare.
I nonni ti parlano dell’amore come di una cosa sacra.
Ma soprattutto la nonna, passati i tuoi 22-23 anni (quando è ormai troppo tardi quindi), ostentando una modernità che proprio non le si addice, si preoccupa di darti dei rudimenti di educazione sessuale: “Ma certo, io capisco le effusioni, le tenerezze. Eh, eh! Sono stata giovane anche io, ci mancherebbe! Però c’è bacio e bacio! Se agli uomini gli dai tutto, che resta? Eh, non ti si sposano più. E poi che schifo!” – qui la modernità decade pericolosamente – “E comunque non ci andare con gli uomini che c’è l’aiddese (trad: aids)!”
mercoledì 13 dicembre 2006
I segni della vecchiaia incombente - part 2
I segni dell’imminente catastrofe non emergono (ahimè) soltanto nel confronto col “gruppo dei pari”.
Vi sono altri pericolosissimi ambiti in cui le differenze tra il “prima” e il “dopo” (la cura) vengono a galla e rapiscono i vostri sensi con la stessa delicatezza di una pedata nel deretano…
Uno di questi è proprio quello che dovrebbe essere un rifugio, una culla, il luogo sicuro a cui far ritorno, il posto dove cercare conforto, il focolare…
…o come amiamo definirlo la famiglia, da secoli fonte di innumerevoli disgrazie quali i cenoni di natale, i fratelli minori, le nonne rompiballe e i genitori apprensivi.
Partendo da quelli che la scrittrice Amelie Nothombe ama definire “gli autori dei miei giorni” passando per tutta una serie di zie, nonni, cugini, tutti, ma proprio tutti, cominceranno a cambiare atteggiamento nei vostri confronti.
Ne so qualcosa io che, avendo un padre del sud, mi ritrovo con una numerosa e sconosciuta scia di parenti. Ogni volta che “scendo” mi ritrovo qualche zio/a in più (mai visto prima, peraltro) che esordisce commosso nel vedermi con la solita esclamazione: “Miiiii, a figghia di Ciccio sei”.
E aggiungo un posto a tavola, che c’è un parente in più.
Ma andiamo con ordine.
LA MAMMA...
E' sempre la mamma? E' tutto da dimostrare...
lunedì 4 dicembre 2006
I segni della vecchiaia incombente - part 1
Galleggiando attorno alla boa dei trenta ti accorgi di stare invecchiando da vari piccoli segni. Sono piccoli segni, ripeto, non è che il sole si faccia nero o arrivino i cavalieri dell'apocalisse accompagnati da squilli di trombe... Quindi tu puoi pure fare la gnorri e continuare la tua vita come niente fosse.
Puoi ignorare i segni che ti vengono inviati e far finta che non stia succedendo niente.
A tuo rischio e pericolo, perchè tanto i segni ci sono e sono pure belli chiari.
La pratica dell'acchiappo è una di quelle in cui si palesano i primi sintomi dell'invecchiamento.
Rivelazione nr1
Il soggetto appena conosciuto sembra carino e simpatico.
Di certo non è un membro dell'Accademia della Crusca, ma voi siete comunque interessate a portare avanti una pseudo-conversazione in un locale dove la musica non permette frasi di più di 6 parole. Il che vi lascerà col dubbio e la speranza che il soggetto puntato possa essere capace di parlare, almeno, in italiano.
Ma arriva il momento fatidico.
lunedì 27 novembre 2006
Guida di sopravvivenza per trentenni - Cap IV
Or dunque…
Passando in rassegna le varie età che pongono, indiscutibilmente, le basi (minate) per i tuoi splendidi, ambigui, strazianti, noiosi, allegri e confusi trent’anni approdiamo sulla riva…
I 2X… venti ”ics”.
Già, perché dai 26 in poi non ha grande importanza dove tu sia posizionato esattamente.
Sei comunque un almost.
In fin dei conti non te lo ricordi esattamente neanche tu…
Dì la verità: quando ti chiedono quanti anni hai ci devi riflettere un attimo. E, trovato il numero giusto, ti chiedi “26, 27, 28… ma in fondo che differenza fa?”.
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