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domenica 30 ottobre 2011

Mamma...mia!


Ecco, brava. Scrivi un  libro. Così poi ti troverai alle prese con scuse, apologie e chiarimenti vari.

Cose in cui non sono mai stata brava. Solitamente faccio quel tipico rumore di unghie che scivolano su uno specchio insaponato  in cerca di un appiglio.

Alla mia sessantottina mamma è venuto un po' un colpo nel leggere - nel paragrafo intitolato "La mamma" -  passaggi tipo "Le tue amiche che si sono sposate sono un esempio di virtù da seguire [...] Loro sì che sono serie. Si sono scelte uno in grado di mantenerle e di creare una famiglia. Tu hai usato l'insulso, inutile, improduttivo metodo dell'amore per sceglierti un uomo"

Per una che si è fatta il '68, di un femminismo che cresce esponenzialmente col passare degli anni, fa male leggere certe cose.

Avrei dovuto scrivere all'inizio del libro che alcuni dei fatti narrati sono di pura fantasia.

giovedì 27 dicembre 2007

Voglio un Natale paranormale


Mia nonna quest'anno il 24 dicembre mattina ha annunciato solennemente...

"Quest'anno niente fritto, bella de nonna, non ce la faccio. Friggo solo un po' di ricotta"
...E vedi un po' che uno a 91 anni e mezzo ha anche la forza di friggere...

Però poi ho pensato con nostalgia ai carciofi e broccoli in pastella e da quel momento per me il Natale non ha avuto più senso...

A mezzanotte ho comunque aperto i regali e dentro un pacchetto c'era un dono arrivato con un ritardo di 17 anni...
A 11-12, sull'onda degli ultimi strascichi di moda anni '80, avevo un grande desiderio: i guantini con le dita scoperte. Li accarezzavo, li guardavo sulle bancarelle di Roma e quando li indicavo a mia madre la risposta era sempre la stessa "Per carità! Mi sembri la vecchietta delle caldarroste!"

martedì 4 dicembre 2007

L'urlo di Tarzan? Miaoooo


Se siete al telefono con vostra cognata e mentre parlate con lei vi dice: "Aspetta un attimo che c'ho il gatto che mi sta facendo tarzan sui vetri!" voi:

a) Immaginate il suono agghiacciante delle unghie del gatto che scivola rovinosamente dentro  il lavello sotto la finestra
b) pensate che vostra cognata abbia le traveggole causa periodo di stress dovuto a lavoro, casini vari e traslochi
c) pensate "però che gatto servizievole: pulisce pure i vetri. Devo prendermi un gatto anche io..."
d) un sospetto vi si insinua nella testa... ecco come faceva vostra cognata ad avere vetri tanto puliti... altro che giornali e vetril!
e) il gatto è stato torturato dalla nipote e tenta la fuga
f) il gatto ha sgraffignato la roba dal frigo e tenta la fuga...

Io non so più cosa pensare.
Fate un po' voi...

lunedì 9 luglio 2007

Alla pagina 7/7/7 di televideo


L'ho fatto. Ho compiuto 29 anni. Ora sono un almost a pieno titolo.
Un compleanno speciale, non c'è che dire: 07/07/07

Anche se, pensando a questa singolare combinazione di cifre, la prima cosa che m'è venuta in mente è stata la pagina 777 del televideo.

Non avendo organizzato nulla per i festeggiamenti - millantando un festone con enodotto per il prossimo anno, i mitici spaventosi 30 - ho immaginato, appunto, che questo sarebbe stato un compleanno con i sottotitoli. Nella quiete apparente della calda estate romana ho ricevuto sms di auguri da amici vicini e lontani. Sms, sottotitoli appunto.

Ma a me il 7-7-7 non spettava in realtà.
Dovevo nascere a metà giugno a dire il vero.
Mi hanno buttata fuori a forza con la flebo per il parto pilotato.
O almeno questa è la versione ufficiale.

martedì 12 giugno 2007

Il segreto della felicità


Almost e mamma Almost passeggiano allegramente dopo una visita medica dell'Almost.

"Mamma" fa l'Almost in un impeto di buonismo "Mangiamoci una cosa insieme!"
"Ma non devi andare in ufficio?" fa mamma Almost
"Ma sì, mamma... però avevo detto che avevo la visita medica. E comunque avrei dovuto mangiare a mensa, no?. Godiamoci questa bella giornata... Si vive una volta sola: l'importante è cercare di vivere nel modo migliore possibile...!"

e la mamma dell'Almost

"...allora ti consiglio di non fare figli!"

Sì mamma, anche io ti voglio bene.

ps. Siccome so che mamma Almost alle volte legge queste pagine: mami si scherza, si sa che tu hai questo humor un po' english....

venerdì 11 maggio 2007

Ai chen get no satisfecscion


Annuncio trionfante di mio fratello, appena rientrata in casa: "Ho comprato il biglietto per il concerto dei Rolling Stones! Certo 110 euro, però...".

Mia madre da anni continua a ripetere: "Ma come fanno i genitori dei tuoi amici a ballare il liscio?! Dico io: noi siamo la generazione del '68, dei Beatles e dei Rolling Stones, al limite dei Doors. Come cacchio fai a zompettare sulle note di Romagna mia???".
Ovviamente l'acquisto di mio fratello l'ha entusiasmata.

giovedì 5 aprile 2007

La zanzara zan-zan-zan - ovvero - come cospargersi di aglio e vivere felici


"La Zanzara zan zan zan." Me la cantava sempre mia mamma quando ero piccola. Mi cantava un sacco di canzoncine.
Alcune le inventava sul momento, estemporanee, just for me. Ho una cantautrice tutta mia, non male.

Oggi sull’autobus ho visto, appunto, una zanzara. Accanto a me.
Come il termometro supera i 12° eccola che appare lei, “La Maledetta”.
A casa mia, la vorace vampira, la chiamiamo così.
Quando vedo una zanzara mi vengono in mente, immediati, in successione, 3 pensieri: "la zanzara zan zan zan", i ponfi delle punture e i rimedi naturali di mio zio.

D’estate le zanzare mangiavano vivi me e mio fratello.
Mio padre e mia madre si lanciavano alla ricerca di tutti i possibili repellenti anti-"maledetta": autan, zampironi, ceri alla citronella, flaconi erboristici vari.
Uno volta mio padre si superò presentandosi a casa con un aggeggio grande come un accendino che, a suo dire, doveva emettere un suono impercettibile per gli umani e fastidiosissimo per le zanzare. Macché.

venerdì 9 marzo 2007

Cover


Ieri mi sono ritrovata nuovamente, per la seconda volta in questo mese, ad un funerale di famiglia.
La mia prozia. Se n'è andata, anche lei.
Un'intera generazione che sta sparendo...
Un'intera generazione di cui è rimasta praticamente solo mia nonna (forza nonna!) di 90 anni, che adesso gira per casa saltellando, accendendo incensi e facendo strani riti propiziatori (fosse stato un nonno, le sarebbe bastato grattarsi. Siccome è nonna le manca lo strumento... Per noi donne è sempre tutto più complicato. Anche la macumba)

Con molti "pezzi" della mia famiglia, ci si ritrova purtroppo sempre in queste occasioni tristi.

sabato 24 febbraio 2007

Il diavolo veste Gai Mattiolo


Ok, mia madre l'ha fatto di nuovo (ricco approfondimento).

Ho pensato: "Una volta va bene, ma due... O sono chiari segnali, o la mami sta perdendo colpi".

Eravamo all'Outlet: quadretto familiare di mammina e figlia bionde che spulciano ogni negozio capiti loro a tiro. Entrate in una boutique super chic (dove io faccio le mie solite 3 o  4 figure di merda... tipo scambiare un modello all'avanguardia per una decorazione, provarmi un vestito infilandolo al contrario, suscitando l'ilarità generale...): quella di Gai Mattiolo.
Io e la mami ci siamo messe a sfogliare i capi appesi come fossero una copia di vogue (che tanto io e la mamma siamo nate in jeans e moriremo in jeans).

Ad un certo punto lei tira fuori dal mucchio uno splendido completo rosso di gran classe.
Me lo mostra orgogliosa.
Pantalone, giacca e qualche lustrino.
Elegante. Anzi, peggio: da cerimonia.

venerdì 26 gennaio 2007

Dell'ipocondria e delle sue varianti


Analisi della patologia: Come dice la parola, tiene costantemente sotto controllo la sua circolazione sanguigna. E’ terrorizzato all’idea che tutt’ad un tratto possa essere colto da un infarto. E questa sua paura, ovvio, gli causa l’aumento dei battiti. L’aumento dei battiti gli fa venire il sospetto dell’infarto imminente. Il sospetto gli mette paura. E via così in un circolo vizioso senza fine.
Ma il coccolone può manifestarsi in molti altri modi: ictus, ischemia… e perfino un aneurisma.
Il tutto ovviamente si accompagna ad attacchi di panico scambiati per infarto. Che generano paura. La paura accelera i battiti e via così un’altra volta…

Comunicazione con l’esterno: un disastro. Il poveretto si rivolge a chi gli sta vicino con aria supplichevole pregandlo di credere alla realtà della sua condizione. La paura gli cerchia gli occhi come fosse un’eroina dell’opera colpita dalla tisi. Ed è così che un parente o  un amico si lascia commuovere e si rende disponibile ad accompagnarlo da un bravo specialista di sua conoscenza.

Rapporto con la medicina (ufficiale e non): strano. A volte finiscono al pronto soccorso in preda a quello che si rivela poi essere un attacco di panico. Altre volte, come già detto, si lasciano trascinare da specialisti vari. Ho assistito personalmente a scene del tipo:
Cardiologo: Signora lei ha un cuore che manco un cavallo…
Signora: (sorride appena) A beh…
Il malcapitato che lo ha trascinato dal medico lo guarderà come a dire “Hai visto? Ora sei più tranquilla?”. Questo se si tratta della 3° o 4° visita. Alla 10°-12° all’accompagnatore spunteranno i canini da dracula e resisterà a stento alla tentazione colpire l’ipocondriaco con la macchina per l’ecodoppler. Così almeno per una volta avrà davvero qualcosa di cui lamentarsi.

mercoledì 3 gennaio 2007

La Befana vien di notte. E s'ingrassa come una botte.


Su Babbo Natale mi sono già abbondantemente espressa.
Non c’ho mai creduto, ma mi divertivo a vedere mio padre secco come un chiodo apparire sulla porta facendo “Oh, oh, oh!”

Il secondo rito delle festività Natalizie era invece quello della Befana, vecchina molto in voga nella mia città anni addietro, tornata sulla cresta dell’onda da quando ha trovato grandi sponsor quali la Ferrero.
Non ricordo se ci avessero raccontato dell’esistenza della vecchina come di verità di fede. Probabilmente ci fu un tacito accordo: mamma e papà vi raccontano un’allegra baggianata e voi marmocchi fate finta di crederci. Così ci facciamo due risate (già, visto che a casa nostra ci si annoia...).

Io e mio fratello lasciavamo sulla macchina del gas (niente camino: cappa aspirante elettrica… maledetto progresso spoetizzante!) caffé e biscotti e al mattino trovavamo la calza piena di dolci.
E mamma non dormiva perché i biscotti alle due del mattino non vanno né su e né giù.
In qualche modo sti biscotti andavano fatti sparire.
Buttarli, si sa, è peccato.

Negli anni il menù della befana è andato arricchendosi. Sempre più biscotti e pane e Nutella.
Ho sempre sospettato che mamma fosse diventata un’azionista della Ferrero ad un certo punto della sua vita: consuma più Nutella lei di una classe di terza elementare intera (ma su questo mi sembra di avervi già erudito qualche post fa).

sabato 30 dicembre 2006

Rotture varie


Mentre scrivevo il mio ultimo post, è entrata mia madre in camera mia dicendo


"Hai per caso un po' di colla? mi si sono rotte le pallette..."

Ovviamente poi ha specificato che si trattava di un paio di orecchini di bigiotteria con le perle...

mercoledì 27 dicembre 2006

Natale in casa Almost


Quest'anno però me la sono cavata con poco.
Essendo partito mio padre per altri lidi, mi sono risparmiata un'abbondante fetta di visite familiari.

Da quando i miei hanno divorziato (io ero già vecchia all'epoca) solo due cose mi hanno fatto sentire davvero il peso della separazione dei miei:

1- Accompagnare mia madre all'Ikea (altrimenti ce l'avrebbe portata papà)
2- Partire alle 00.30 del 24 dicembre per un pellegrinaggio a tappe papà-Zio-Ziapaterni residenti tutti rigorosamente a 50 km minimo da dove in genere mi trovavo per il cenone.

Non sono cinica, intendiamoci. Ma ad un certo punto scatta la sopravvivenza.

Il menù era, come sempre, impressionante (nè più e nè meno di quello di milioni di famiglie italiane):
Broccoli in pastella, carciofi fritti, spaghetti con le vongole, sauté di cozze e vongole (mamma di' la verità: t'erano avanzate dagli spaghetti!), pasta al forno, pesce al forno, patate, assaggino di carne arrosto (tanto per gradire, non si sa mai ti rimanesse qualche spazio vuoto), un intero orto di sottoli e sottaceti, panettoni e torroni a sfascio.

A mezzanotte per ottemprerare alla tradizione abbiamo sintonizzato la tele (più tradizione popolare della televisione che volete che ci sia?) sul MESSONE del Vaticano.

giovedì 21 dicembre 2006

Il mio regalo di Natale


I miei non mi hanno fatto mai credere all’esistenza di Babbo Natale.
A mia madre Babbo Natale non piaceva.
Sosteneva che fosse una figura anti-democratica ed diseducativa: perché il bambino ricco e stronzo avrebbe senza dubbio ricevuto un regalo più bello di quello povero ed obbediente… E allora come sarebbe stato possibile spiegare questa discrepanza al piccolo deluso proletario?

E dire che mia madre non può essere certamente definita comunista. Anzi. Si è sempre dichiarata “anarchica di base”.
Ossia:
“Di base” sarebbe stata anarchica, ma siccome la maggior parte della gente, secondo lei, è egoista e prevaricatrice, oltre che cattiva – da che si evince che mia madre stima l’umanità intera -  ritiene che l’unico modo davvero funzionale per regolare una società sia un governo di tipo autoritario, anzi, dittatoriale.
Insomma Stalin e Pinochet le fanno un baffo.

Comunque, nonostante io non credessi né a Babbo Natale, né alla Befana, tutti gli anni in casa nostra si consumava il seguente rito:

giovedì 23 novembre 2006

Che mondo sarebbe senza mia mamma!



Ieri sera guardavo la tv, per la prima volta dopo circa un mese, e mentre zappavo la pubblicità di Dottor House (una delle poche cose ancora tollerabili della tv generalista) ho beccato la pubblicità su un altro canale...

Una pubblicità morbida, cremosa, calda, dolce, spalmabile... ma sì, NUTELLA!
Lo spot inneggia a bambini super energici, super intelligenti, predisposti all'apprandimento e alla scoperta meglio di chiunque altro, perchè, loro, mangiano nutella.

Ho guardato la mi' mamma: "Mo je faccio er cucchiaio" per lei non è un'abile mossa d'attacco di Totti...
Per lei è "Mo me faccio er cucchiaio" un rito serale a base di cucchiaione da minestra e crema nocciolata. Il pane? Un optional.

L'ho guardata è ho asserito con la mia proverbiale sensibilità e delicatezza: "Mamma, stando a questa pubblicità dovresti essere diventata premio nobel per la fisica..."

E mamma: "Infatti, perchè non ci mettono i loro veri consumatori nelle pubblicità? Potrebbero far fare a me da testimonial! Vedi poi come si ammazzano tutti di pane e marmellata...."
Ha capito che per 20 kg in più non basta la menopausa da sola...
Col suo tipico humor nero.. anzi marrone-nocciola....

Che mondo sarebbe senza... mia mamma!

giovedì 2 novembre 2006

Nuntio vobis...


A proposito. Per coloro che hanno seguito le puntate precedenti.

Oggi faccio mezza giornata in ufficio. E come sprecherò l'altra metà?
Bravi, avete indovinato!
All'Ikea con mamma.
Altra pera di coppiette felici e ammobiliate.

La cosa fichissima è che, dopo un giro di tre ore, 12 polpettine di maiale obeso e panna, una sigaretta nel gabbiotto apposito e consultazioni varie con gli omini in giallo, acquisteremo solo un mobile dei 15 che ci servono.

Eh, sennò come fai ad andare all'Ikea almeno tre volte a settimana?
Mia madre è un tipo metodico. Le piace scegliere con calma.
Secondo me dovrebbero aggiungere ai crimini contro l'umanità "Portare una trentenne single, reduce da una convivenza, all'Ikea"

Verso Pasqua, quindi, finalmente saremo in dirittura d'arrivo.
E a primavera il signor Ikea ci tirerà appresso l'ultimo mobile mancante per non vederci più girare fra i suoi mobili...
Spero che l'ultimo sia un comodino e non un armadio.

Uelcome!


Benvenuti nella mia nuova casa!
Dove per ora,
non c'è gas,
non ci sono le porte,
non c'è il telefono,
non c'è il riscaldamento,
non c'è acqua calda.

Benvenuti nel 1896.
Ho inventato la macchina del tempo.

Ma io che guardo sempre il lato positivo delle cose so che continuando a lavarmi con l'acqua fredda mi tonificherò e rassoderò a dovere.
Quando arriverà l'acqua calda sarò così soda che dovrò assicurarmi le natiche come Jennifer Lopez.

Non c'è neanche internet ovviamente.
Da ciò si deduce che sono a lavoro.
Elementare Watson.

martedì 31 ottobre 2006

Trasloco


ognuno sta solo
a far lo scatolone (...)
ed è subito casa

Ah ah ah

davvero divertente

lunedì 30 ottobre 2006

Candide pareti nuove


Stamattina abbiamo quasi finito il trasloco.
Non ho fatto altro che trascinare valige, sacchi e buste per tutta casa cercando di non toccare mai le immacolate pareti nuove di zecca.
Ho paura che se struscio inavvertitamente il muro scetterà un fragoroso e assordante allarme con tanto di luce rossa lampeggiante...

Praticamente è come giocare all' "Allegro chirugo" con le chiappe...

domenica 29 ottobre 2006

Il corredo


Un trasloco non è mai cosa facile. Stiamo lasciando la casa dove, bene o male, abbiamo passato gli ultimi 21 anni. Un pezzo di storia.

Mia madre, in cima alla scala, era intenta a passarmi tonnellate di biancheria.
Anche antica, del 1800. Nella mia famiglia le madri ricamavano e facevano coperte all'uncinetto: le regalavano poi alle figlie. Così queste lenzuola si sono fatte un viaggetto di quasi due secoli.
Io no. Io non so neanche fare una sciarpa. L'unica volta che c'ho provato è venuto fuori un groviera.

Dall'alto della scala mia madre rifletteva "Be' certo tutte queste lenzuola matrimoniali... Ora che abbiamo tutti il letto ad una piazza e mezza che ci faremo?" pausa "Vabbè... vorrà dire che le conserveremo per quando ti sposerai".
Passava per caso mio fratello. Ci siamo guardati e... abbiamo capito.
Mamma sta invecchiando.
Il matrimonio per lei non era fra le opzioni contemplate. Non fino ad oggi pomeriggio.